Continuare a porsi delle domande in modo critico, tentando (spesso invano) di ottenere delle risposte univoche è una primaria necessità umana, sostenuta anche dai tempi turbolenti che stiamo vivendo. La libertà individuale, nell’ambito di una società precostituita e “tecnologicamente avanzata” (come la definisce Marcuse), è un tema di grande attualità. Le “nuove tecnologie”, in particolar modo quelle informatiche e digitali, hanno avviato una imponente rivoluzione sociale senza però aver prima provveduto a preparare ed istruire, in alcun modo, milioni e milioni di fruitori che quotidianamente utilizzano i social network per comunicare. In merito a tutto ciò, anche in relazione ai concetti fondanti del marketing tradizionale (e del mercato pubblicitario), “L’uomo a una dimensione” (1964), scritto dal filosofo tedesco Herbert Marcuse, offre una sintesi critica e rigorosa, quasi scientifica, sulla società capitalistica, individuandone la natura, gli istinti e le modalità di autoconservazi...
L'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti ha rappresentato non solo un evento politico epocale, ma anche un momento di consolidamento del potere tecnologico nella sfera politica. Con l'insediamento di Trump, l'élite digitale – rappresentata da figure come Elon Musk, Jeff Bezos e Mark Zuckerberg – ha trovato un'inedita alleanza con la leadership politica, ridefinendo i confini tra capitalismo tecnologico e governance. Attraverso una prospettiva marcusiana, si può leggere questa transizione come una fase avanzata del capitalismo avanzato, in cui la tecnologia diventa il principale strumento egemonico di dominio economico e culturale. Herbert Marcuse, filosofo della Scuola di Francoforte, descriveva il capitalismo avanzato come un sistema in grado di integrare e neutralizzare il dissenso attraverso l’apparente soddisfazione di bisogni che esso stesso crea. La presidenza Trump ha segnato una nuova era in cui il mito del progresso tecnologico, incarnato dai g...