Molti decenni dopo la pubblicazione de "L'uomo a una dimensione" (1964), l'analisi di Herbert Marcuse sul potere consumistico e la repressione della razionalità critica nella società capitalista conserva ancora una preoccupante attualità. L'odierna società unidimensionale, descritta da Marcuse come dominata dalla logica del profitto e del consumo, ha prodotto un'alienazione diffusa, soprattutto nelle classi subalterne, svuotando l'esistenza umana di senso e riducendo l'immaginazione a mero strumento di propaganda. La critica di Marcuse si estende anche al modello sovietico, incapace di liberare l'uomo dalla morsa del materialismo e del controllo statale dell'esistenza umana. In questo contesto, lo slogan "l'immaginazione al potere" lanciato dai movimenti del '68 assume un valore ancora più profondo, come anelito a una società libera dalla repressione e capace di valorizzare la creatività e il pensiero critico. Tuttavi...
La società dei consumi