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RMS Laconia: una tragedia da non dimenticare

L'elegante transatlantico RMS Laconia , costruito nel 1921 da Swan, Hunter & Wigham Richardson per la compagnia di navigazione britannica Cunard White Star Line, era una nave di lusso utilizzata per il trasporto di passeggeri e merci. Il piroscafo, lungo 183 metri, largo 22 e alto 12, aveva una stazza lorda pari a 19.695 tonnellate. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Laconia fu convertito in una nave da trasporto truppe. La sua tragica fine avvenne nel settembre del 1942, quando fu affondata da un sottomarino tedesco, l'U-156, al largo delle coste dell'Africa occidentale, a circa 130 miglia dall'isola di Ascensione. L'affondamento del Laconia Il 12 settembre 1942, alle ore 22:00 circa, il Laconia, in viaggio da Cape Town a Liverpool, fu silurato dall'U-156 comandato dal capitano Werner Hartenstein. La nave trasportava circa 2700 persone, tra cui 1800 prigionieri di guerra italiani, 160 membri dell'equipaggio polacco che li sorvegliavano, ci...

L'affondamento del Laconia: la testimonianza del Serg. Magg. Pietro Pazzaglia

Il 12 settembre 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale, la nave britannica RMS Laconia fu silurata dall’U-Boot tedesco U-156 al largo delle coste dell'Africa occidentale. A bordo vi erano circa 2.732 persone, tra cui prigionieri di guerra italiani, passeggeri civili, membri dell'equipaggio britannico e polacco, e soldati alleati. Quello che seguì fu una delle tragedie più controverse del conflitto, segnata non solo dalla distruzione della nave, ma anche da episodi di disumanità e coraggio. Tra i sopravvissuti, il sergente maggiore Pietro Pazzaglia, nato nel 1910 a Castiglione dei Pepoli (BO), offre un resoconto diretto e struggente di quella notte fatale. Prigioniero di guerra catturato durante la prima battaglia di El Alamein, Pazzaglia si trovava rinchiuso nelle stive del Laconia, insieme a centinaia di altri prigionieri italiani. Alle ore 20:07, il primo siluro colpì il Laconia. Pazzaglia ricorda il frastuono assordante e gli effetti devastanti che si propagarono nelle sti...