Nel contesto attuale, in cui il mondo accademico e l'istruzione sono soggetti a pressioni economiche, politiche e tecnologiche senza precedenti, ci si potrebbe chiedere come Herbert Marcuse avrebbe analizzato queste istituzioni, utilizzando i suoi concetti chiave e le sue analisi critiche. Una delle tesi centrali del filosofo, esposta nel suo libro "L'uomo a una dimensione", è che la società moderna opera attraverso una forma di repressione non violenta che assorbe le contraddizioni e le critiche, neutralizzando così il potenziale rivoluzionario. Applicando questo concetto al mondo accademico contemporaneo, Marcuse potrebbe sostenere che le università, da centri di pensiero critico e trasformativo, sono state cooptate dalle logiche del mercato. Questo fenomeno è particolarmente evidente nell'enfasi sulle competenze "utili" e "applicabili", spesso a scapito delle discipline umanistiche e delle scienze sociali, che tradizionalmente incoraggiano u...
La società dei consumi