L'analisi critica di Herbert Marcuse sulla società industriale avanzata, e in particolare sul ruolo della televisione, conserva un'attualità sorprendente. Per il sociologo, protagonista assoluto di questo blog, lo schermo non era solo uno strumento di intrattenimento, ma un potente mezzo di manipolazione ideologica, capace di plasmare i desideri e le coscienze individuali. Marcuse parlava di una "società a una dimensione", dove i bisogni individuali venivano omologati e conformati alle esigenze del sistema produttivo. La televisione, con la sua capacità di diffondere un'immagine standardizzata della realtà, contribuiva a consolidare questo stato di cose. L'ossessione per il consumo, la felicità artificiale e l'alienazione erano, sempre secondo Marcuse, i tratti distintivi di questa società fondata sui falsi bisogni. Oggi, a distanza di decenni, molte delle preoccupazioni di Marcuse sembrano più attuali di allora, perché il "pewricolo" è stato pal...
La società dei consumi