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Marcuse e l'insostenibile mercato globalizzato

«I bisogni politici della società diventano bisogni e aspirazioni individuali, la loro soddisfazione favorisce lo sviluppo degli affari e del bene comune, e ambedue appaiono come la personificazione stessa della ragione». Da "Luomo a una dimensione", 1964.

Negli ultimi decenni, il commercio globalizzato ha trasformato l'economia mondiale, creando nuove opportunità ma anche profonde disuguaglianze. Per comprendere meglio queste dinamiche, è utile esaminare le teorie di Herbert Marcuse, che ha offerto una critica radicale del capitalismo avanzato e del consumismo.

Marcuse, con le sue opere principali "L'uomo a una dimensione" (1964) e "Eros e Civiltà" (1955), ha analizzato come il capitalismo avanzato manipoli e controlli la società. Secondo Marcuse, la società industriale avanzata produce individui "a una dimensione", incapaci di pensiero critico e di resistenza alle strutture di potere esistenti. Il consumismo, secondo la sua visione della realtà, è un mezzo attraverso il quale il capitalismo mantiene il controllo, soddisfacendo falsi bisogni che distolgono l'attenzione dalle questioni di oppressione e sfruttamento.

Il commercio globalizzato ha certamente portato benefici economici. Paesi come la Cina e l'India hanno visto un rapido aumento del PIL e una riduzione della povertà grazie alla loro integrazione nei mercati globali. Tuttavia, questi benefici hanno un prezzo. La globalizzazione ha spesso esacerbato le disuguaglianze economiche. Le multinazionali, infatti, traggono enormi profitti, mentre i lavoratori nei paesi in via di sviluppo affrontano condizioni di lavoro precarie e salari bassi. Questo divario crescente tra ricchi e poveri riflette le critiche di Marcuse sul capitalismo avanzato.

La ricerca di manodopera a basso costo ha spinto molte aziende a spostare la produzione in paesi con leggi sul lavoro meno rigorose. Marcuse avrebbe visto questo come un chiaro esempio di come il capitalismo sfrutti le persone per mantenere il potere e i profitti. Inoltre, la produzione e il trasporto di merci su larga scala hanno un impatto molto negativo sull'ambiente. L'inquinamento e il cambiamento climatico sono problemi che il filosofo di Berlino avrebbe criticato come parte dell'intrinseca distruttività del capitalismo avanzato.

Le teorie di Marcuse offrono una lente critica per esaminare il commercio globalizzato. Secondo le sue teorie sociali, il capitalismo avanzato crea una società di consumatori facilmente manipolabili che accettano passivamente le strutture di potere esistenti. Il commercio globalizzato, in questo contesto, perpetua la sua influenza, rafforzando le disuguaglianze e promuovendo un consumismo sfrenato.

Marcuse sostiene che il consumismo mantiene l'alienazione degli individui, soddisfacendo falsi bisogni creati dal sistema capitalista. La pubblicità e i media promuovono costantemente nuovi desideri materiali, che i consumatori cercano di soddisfare attraverso l'acquisto di beni prodotti sempre più a basso costo. Questo ciclo perpetua, in definitiva, l'alienazione e impedisce una reale presa di coscienza delle condizioni di sfruttamento.

La globalizzazione è spesso giustificata con l'ideologia del progresso e della modernizzazione. Marcuse, tuttavia, critica questa visione, sostenendo che l'emancipazione tecnologica e la crescita economica, da sole, non portano necessariamente ad un miglioramento oggettivo della qualità della vita, ma rafforzano le strutture di potere esistenti senza produrre benefici effettivi alla società. Propone, pertanto, la resistenza attraverso la liberazione dell'energia individuale e la creazione di una società non repressiva. Questo implica una critica radicale delle strutture di potere esistenti e la costruzione di nuove forme di organizzazione sociale che promuovano la vera libertà e l'autonomia individuale, come la liberazione dalle necessità materiali, la riduzione del lavoro alienato, la valorizzazione della creatività, la partecipazione democratica, l'educazione emancipatoria, la solidarietà e la sostenibilità ambientale.

Il commercio globalizzato rappresenta, in estrema sintesi, una delle manifestazioni più evidenti del capitalismo avanzato, e le teorie di Marcuse offrono strumenti critici preziosi per analizzarne le implicazioni. Sebbene la cosiddetta globalizzazione abbia portato benefici economici significativi, ha anche accentuato le disuguaglianze, lo sfruttamento del lavoro ed incalcolabili danni ambientali. La sola logica del profitto, dunque, non è più adeguata al mondo di domani, ma è assimilabile, ogni giorni di più, ad uno strumento a disposizione delle élite per promuovere un consumismo insostenibile e dannoso per il pianeta.

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