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La coscienza felice nell'era digitale

Herbert Marcuse, filosofo critico della società tecnologicamente avanzata, offre spunti interessanti per comprendere il marketing e il web marketing di oggi. Il filosofo tedesco descrive la coscienza felice come una condizione in cui i consumatori si sentono appagati, ma in realtà sono alienati dai falsi bisogni creati artificialmente dal sistema.

Oggi, le tecniche di marketing digitale, come la personalizzazione e la targetizzazione, alimentano questo stato, creando un circolo di desiderio e gratificazione che limita drasticamente la capacità di scelta autonoma.

Il concetto di tolleranza repressiva si riflette nella falsa percezione di libertà offerta dalle piattaforme digitali: gli utenti credono di avere il controllo sulle proprie scelte, ma sono in realtà guidati dagli algoritmi che filtrano le loro esperienze. Le aziende devono riflettere sull'uso etico del marketing digitale, cercando di creare dialoghi autentici e consapevoli con i consumatori, andando oltre la mera vendita di prodotti e servizi.

Per i professionisti del settore, la sfida contemporanea è quella di trovare un equilibrio bilanciato tra efficacia e responsabilità, offrendo valore reale e stimolando riflessioni critiche sui bisogni e le scelte (consapevoli) dei consumatori.

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